etikambientale.it

Analisi e Consulenze Ambientali

Aggiornamento abilitazione attrezzature di lavoro: scadenza il 12/03/2018

Scade il 12 marzo 2018 il termine ultimo per l’aggiornamento delle abilitazioni all’uso di Attrezzature di lavoro, come definito al comma 5 dell’art. 73 del D. Lgs n. 81/08, e le cui modalità sono state definite dall’Accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012.

I datori di lavoro devono far seguire un corso di aggiornamento di quattro ore ai propri operatori.

Le attrezzature per cui fare l’aggiornamento:

Piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE)
Gru a torre
Gru mobile
Gru per autocarro
Carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo (a braccio telescopico, industriali semoventi, sollevatori/elevatori semoventi telescopici rotativi)

Carrelli elevatori "muletti"
Trattori agricoli o forestali
Macchine movimento terra (escavatori idraulici, a fune, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli)
Pompe per calcestruzzo.

GA

Annunci

RIFIUTI: CARATTERISTICA HP14 "Ecotossico"

Regolamento 8 Giugno 2017 n. 2017/997/UE

 

In Gazzetta ufficiale europea del 14/06/2017 è stato pubblicato il Regolamento (UE) 2017/997 del Consiglio dell’8 giugno 2017 che modifica l’allegato III della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la caratteristica di pericolo HP 14 «Ecotossico».

Il regolamento entra in vigore il 4 Luglio ma la sua applicazione prevede un anno di tempo per permettere alle aziende di adattarsi ai nuovi requisiti.

ALBO GESTORI AMBIENTALI – RESPONSABILE TECNICO

Il Comitato Nazionale dell’Albo ha emanato i nuovi requisiti del Responsabile Tecnico definendo le nuove modalità d’esame a cui lo stesso dovrà sottoporsi.

Le nuove disposizioni sono riportate nella deliberazione 30 maggio 2017 prot. n. 06/Albo/Cn che entrerà in vigore il 16 ottobre 2017; transitoriamente i responsabili tecnici già esistenti a tale data potranno continuare a svolgere la propria attività fino al 16 ottobre 2022.

La parallela deliberazione 30 maggio 2017 prot. n. 07/Albo/Cn, definisce le sedi, le date e le modalità di svolgimento degli esami.

ACUSTICA AMBIENTALE E LA FIGURA DEL TECNICO COMPETENTE

Nella Gazzetta Ufficiale n.79 del 4 aprile 2017 si trovano due nuovi decreti legislativi in materia di acustica ambientale.

Entrambi i decreti saranno in vigore dal 19 aprile 2017 e porteranno alle seguenti novità:

Il DLgs 41/2017: modifiche ad alcuni articoli del DLgs 4-9-2002 n° 262 relativamente ai valori di emissione acustica delle macchine destinate a funzionare all’aperto

Il DLgs 42/2017:

  • Modifica alcuni articoli del DLgs 19-8-2005 n° 194, riguardante mappe acustiche, piani di azione e informazione al pubblico in merito al rumore ambientale
  • Istituisce una commissione per la tutela dall’inquinamento acustico presso il ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
  • Reca modifiche alla Legge 447/1995 (Legge Quadro sull’inquinamento acustico)
  • Stabilisce nuovi criteri per l’esercizio della professione di Tecnico Competente in Acustica

SOTTOPRODOTTI da oggi 02/03/2017 in vigore il nuovo Decreto

Oggi entra in vigore il Decreto 13 ottobre 2016 n. 264, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 febbraio 2017 al n. 38.

Il Decreto prevede:

– Iscrizione in appositi elenchi delle Camere di commercio;
– Tracciamento fino all’utilizzo finale dei residui prodotti;
– Tenuta di apposita documentazione che dimostri il rispetto delle prescrizioni del Codice ambientale sui sottoprodotti.

Queste, in sintesi le regole che permetteranno alle Imprese di dimostrare con maggiore agilità davanti alle Istituzioni la legittima gestione in deroga al regime dei rifiuti dei residui di produzione.

Il nuovo regolamento richiama l’articolo 184-bis, comma 1, del dlgs 152/2006 in base al quale non costituiscono rifiuti ma «sottoprodotti» le sostanze e gli oggetti che rispettano quattro precise condizioni:
a) sono originate da processi di produzione di cui costituiscono parte integrante ma il cui scopo primario non è la loro generazione;
b) deve essere certo che saranno utilizzati nello stesso o in successivo processo di produzione o di utilizzazione da parte del produttore o di terzi:
c) possono essere utilizzati direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla «normale pratica industriale»;
d) l’ulteriore utilizzo è legale, ossia le sostanze e gli oggetti soddisfano i relativi requisiti di prodotto e non sono dannosi per ambiente e salute.

 

GA

 

FORMALDEIDE: Sicurezza & Ambiente

La nuova classificazione come cancerogeno ha prodotto le seguenti conseguenze:
– la modifica delle modalità di valutazione dei rischi ai fini della protezione dei lavoratori (D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., Titolo IX, Capo II – protezione da agenti cancerogeni e mutageni);
– la modifica dei limiti alle emissioni in atmosfera (D.Lgs. 152/2006).
La Regione Lombardia ha emanato due provvedimenti scaricabili dal sito http://www.uniaria.it (sezione LEGGI):
1) linea guida regionale sulla stima e gestione del rischio da esposizione a formaldeide, per la razionalizzazione del problema, con una proposta operativa (Decreto n. 11665 del 15.12.2016);
2) indirizzi in merito agli adempimenti in materia di emissioni in atmosfera, ai sensi della parte quinta del D. Lgs. 152/2996 a seguito del cambio di classificazione della formaldeide alla luce dell’entrata in vigore del Regolamento CE n. 1272/2008 (“CLP”) e successive modifiche e integrazioni (DGR 19.12.2016 n. 6030).

RISCHIO FORMALDEIDE. NUOVA LINEA GUIDA REGIONE LOMBARDIA.

La Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia ha pubblicato il Decreto n. 11665 del 15/11/2016  – "Linea guida regionale sulla stima e gestione del rischio da esposizione a Formaldeide: razionalizzazione del problema e proposta operativa".

La formaldeide (o aldeide fòrmica) è un composto organico appartenente alla famiglia degli aldeidi, presente in forma gassosa (a temperatura ambiente) e liquida (con trattamenti chimici). La formaldeide pura è un gas incolore, solubilissimo in acqua, di odore molto pungente e irritante, che si liquefa a -20°C e si solidifica a – 92°C.
A partire dall’ 1 gennaio 2016, con il Regolamento UE n. 895/2014 (che modifica l’allegato XIV del regolamento REACH) è stato precisato che la formaldeide risponde ai criteri di classificazione come sostanza cancerogena di categoria 1B (può provocare il cancro) a differenza della precedente classificazione di “sospetto cancerogeno Cat. 2”.

Nella prima parte del Decreto, vengono indicate le proprietà chimico-fisiche del cancerogeno, l’esposizione outdoor e indoor, la tossicologia, l’inquadramento normativo, la stima dell’esposizione (monitoraggio ambientale e tecniche di campionamento). Nella seconda parte viene illustrata la valutazione del rischio (linee Guida SIMLII, valori limite di esposizione per la popolazione generale e per quella occupazionale). In ultimo si propongono considerazioni per una gestione razionale del problema, con particolare riguardo alle problematiche della sorveglianza sanitaria, dell’istituzione del Registro di Esposizione e dello schema dei valori limite occupazionali.

Settori merceologici in cui è usata la formaldeide

I principali settori in cui la formaldeide è utilizzata sono i seguenti:

  • settore degli abrasivi: utilizzata come materia prima per realizzare resine fenolo-formaldeide (collante impiegato nella produzione di mole abrasive);
  • settore farmaceutico: per la produzione ad es. di anticoagulanti e antivirali
  • settore pitture e vernici/inchiostri
  • settore tessile (per la produzione di resine utilizzate per prevenire la perdita di colore nel lavaggio degli indumenti e come antipiega/antimacchia)
  • settore legno/mobile: es. nella produzione di pannelli impiegati nella produzione di mobili
  • industria cosmetica
  • industria alimentare
  • settore della sanità
  • settore del cuoio
  • industria metalmeccanica

DECRETO LEGISLATIVO 25 novembre 2016, n. 222

Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto SCIA 2 che introduce importanti semplificazioni in materia edilizia.

Il testo entra in vigore l’11 dicembre 2016.

Tra le novità:

  • il riassetto dei titoli edilizi
  • l’ampliamento degli interventi in edilizia libera
  • individuate nuove attività rientranti nell’ambito della SCIA
  • l’introduzione della tabella unica nazionale con tipologia di intervento e corretto titolo abilitativo
  • la segnalazione certificata di agibilità al posto del certificato di agibilità

 

Approfondimento.

Di ns. diretto interesse come allegato alla SCIA di Inizio Attività Produttiva:

 

Segnalazione certificata di agibilità: da oggi viene certificata direttamente dal tecnico.

La sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi installati, valutate secondo quanto dispone la normativa vigente, nonché la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità, sono attestati mediante segnalazione certificata.

La novità sostanziale è, quindi, nella maggiore responsabilità data al professionista, tenuto ad attestare la sussistenza dei requisiti di legge.

Ai fini dell’agibilità, entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la segnalazione certificata di inizio di attività, o i loro successori o aventi causa, presenta allo sportello unico per l’edilizia la segnalazione certificata, per i seguenti interventi:

  • nuove costruzioni
  • ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali
  • interventi sugli edifici esistenti che possano influire sulle condizioni di cui al comma 1

D.Lgs. 151/2015: Jobs Act

E’ stato pubblicato sul S.O. della Gazzetta Ufficiale 221 del 23/9/2015 il D.Lgs. 151/2015 recante “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia dirapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. “.
Il decreto, di attuazione del Jobs Act, contiene disposizioni immediatamente applicabili anche alla Pubblica Amministrazione: di particolare impatto il tema del controllo da remoto dei dipendenti.

FORMALDEIDE – cancerogena dal 1° gennaio 2016

Come già comunicato lo scorso anno , secondo quanto previsto dal Regolamento (UE) 2015/491 dello scorso 23 marzo 2015, a partire dal 1° gennaio 2016, la FORMALDEIDE è classificata come cancerogeno di categoria 1B (sospetto cancerogeno per l’uomo).

Ricordiamo che, per effetto di tale classificazione, molte  categorie di prodotti (es.  resine, collanti, materie plastiche  ), contenenti formaldeide in percentuale superiore allo 0,1%, saranno, a loro volta, riclassificate, con impatto diretto sugli adempimenti legati ad igiene e sicurezza dei lavoratori( registro esposti, sorveglianza sanitaria specifica, aggiornamento Documento di Valutazione dei Rischi, ecc. ) e sull’ambiente (emissioni, classificazione dei rifiuti, ecc.).

E’ necessario pertanto verificare se i  prodotti chimici in uso presso la vostra azienda  contengono formaldeide (Sezione 3 della Scheda di Sicurezza) e, nel caso in cui il quantitativo fosse superiore allo 0,1%, richiedere al vostro fornitore l’aggiornamento della classificazione del prodotto  (Sezione 2 della Scheda di Sicurezza).

Ricordiamo gli adempimenti in capo ai soggetti utilizzatori di prodotti classificati come cancerogeni di categoria 1A (noto cancerogeno per l’uomo) ed 1B (sospetto cancerogeno per l’uomo):

1. valutare la possibilità della sostituzione del prodotto classificato come cancerogeno (1A oppure 1B) con un prodotto alternativo non classificato cancerogeno (art. 235 del D.Lgs. 81/08).

Nel caso in cui la sostituzione del prodotto non fosse tecnicamente possibile è necessario descrivere, in un paragrafo inserito nella Sezione del Documento di Valutazione dei Rischi dedicata alle Sostanze Pericolose, i criteri utilizzati per la suddetta valutazione ed i risultati della stessa.

2. solamente nel caso in cui la sostituzione non fosse tecnicamente possibile ed allo scopo di identificare le corrette modalità gestionali:

a) valutare tutti gli impatti sugli aspetti di igiene e sicurezza, applicando i principi di prevenzione contenuti nel Titolo IX – Capo II del D.Lgs. 81/08 – Protezione da agenti cancerogeni e mutageni (aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, misure tecniche, misure operative e gestionali per la riduzione della esposizione dei lavoratori, informazione e formazione, accertamenti sanitari, registri di esposizione …)

b) valutare tutti gli impatti sull’ambiente (limitazioni all’impiego di agenti pericolosi contenute nelle autorizzazioni, emissioni, classificazione dei rifiuti, ecc,).

 

Fonte Safety Technologies

GA