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Analisi e Consulenze Ambientali

Archivi Mensili: giugno 2012

PROROGATO IL SISTRI CON IL DL 83/2012

 

Rinvio SISTRI

Art. 52

Disposizioni in materia di tracciabilità dei rifiuti

1. Allo scopo di procedere, ai sensi degli articoli 21-bis, 21-ter, 21-quater, e 21-quinques della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, alle ulteriori verifiche amministrative e funzionali del Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI) di cui all’articolo 188-bis, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 152 del 2006 resesi necessarie anche a seguito delle attività poste in essere ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni in legge 14 settembre, n. 148 e successive modifiche ed integrazioni, il termine di entrata in operatività del Sistema SISTRI, già fissato dall’articolo 12, comma 2 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 e prorogato, da ultimo, con l’articolo 6, comma 2, del già richiamato decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 e con l’articolo 13, comma 3 e 3-bis del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, e’ sospeso fino al compimento delle anzidette verifiche e comunque non oltre il 30 giugno 2013, unitamente ad ogni adempimento informatico relativo al SISTRI da parte dei soggetti di cui all’articolo 188-ter del decreto legislativo n. 152/2006, fermo restando, in ogni caso, che essi rimangono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed all’osservanza della relativa disciplina, anche sanzionatoria, vigente antecedentemente all’entrata in vigore del decreto legislativo del 3 dicembre 2010, n. 205.

2. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e’ fissato il nuovo termine per l’entrata in di operatività del Sistema SISTRI e, sino a tale termine, sono sospesi gli effetti del contratto stipulato tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e la SELEX – SE.MA in data 14 dicembre 2009, come integrato da atto stipulato tra le medesime parti in data 10 novembre 2010 e sono conseguentemente inesigibili le relative prestazioni; e’ altresì sospeso il pagamento dei contributi dovuti dagli utenti per l’anno 2012

 

Giuseppe.

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EMISSIONI IN ATMOSFERA – FANGHI etc. 31 luglio 2012

PRESENTAZIONE DOMANDE DI AUTORIZZAZIONE ALLE EMISSIONI IN ATMOSFERA.
Scadenza: 31 luglio 2012

I gestori degli stabilimenti già in esercizio alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 152/06 (il 29 aprile 2006) e che non erano soggetti ad autorizzazione ai sensi delle norme precedenti (D.P.R. 203/88 e D.P.R. 25/07/91), ma che adesso rientrano nell’ambito di applicazione del titolo I Parte Quinta del D.lgs. 152/2006, devono presentare domanda di autorizzazione entro il 31 luglio 2012 – ai sensi dell’art. 269 o dell’art. 272 Codice dell’ambiente – e adeguarsi alle disposizioni del D.lgs. 152/06 entro il 1° settembre 2013.

In particolare, l’obbligo riguarda i gestori di:
• lavorazioni meccaniche dei metalli con consumo complessivo di olio (come tale o come frazione oleosa delle emulsioni) superiore a 500 kg/anno. Per maggiori informazioni,consulta il documento di note esplicative.
• impianti termici ad uso civile con potenza termica complessiva superiore 3 MW (ca. 2.580.000 Kcal/h);
• allevamenti con un numero capi corrispondente al punto nn) dell’Allegato IV, Parte II alla Parte Quinta del DLgs 152/06
• linee di trattamento fanghi, presenti presso gli impianti di trattamento acque; (non è ancora presente un allegato tecnico di riferimento).
La mancata presentazione della domanda nel termine previsto, comporta che tali stabilimenti saranno considerati in esercizio senza autorizzazione.

IMPIANTI DI ABBATTIMENTO DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA

Approvata dalla Regione Lombardia la nuova disciplina sulle caratteristiche tecniche minime degli impianti

La Regione Lombardia ha approvato la nuova disciplina sulle «Caratteristiche tecniche minime degli impianti di abbattimento a presidio delle emissioni in atmosfera» (DGR 30 maggio 2012 – n. IX/3552). Vengono stabiliti, in particolare, i requisiti minimi che devono avere gli impianti di abbattimento delle emissioni, in funzione del ciclo produttivo da cui sono generate.
La DGR n. 3552/2012 revoca la precedente disciplina che risaliva al 2003 ed era contenuta nella DGR 1 agosto 2003 n. 7/13943.

Alla disciplina prevista dalla nuova DGR:
• dovranno adeguarsi i gestori degli stabilimenti autorizzati in via generale, ai sensi dell’art. 272 comma 2 del D.lgs. 152/06 e s.m.i.
• potranno fare riferimento, ove la stessa sia applicabile, i gestori di stabilimenti comunque assoggettati alle disposizioni del D.lgs. 152/06 e s.m.i., in materia di emissioni in atmosfera o di autorizzazione integrata ambientale (AIA). In questi casi, nell’ambito delle specifiche istruttorie tecniche, le autorità competenti potranno comunque valutare soluzioni e/o indicazioni impiantistiche difformi.

Tipologie di abbattimento innovative, basate cioè su tecniche di depurazione diverse da quelle esaminate nella DGR 3552/2012 e con pochi esempi applicativi sul territorio regionale, andranno invece sottoposte a preventiva valutazione dell’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione, sentita la competente struttura regionale.

Le specifiche tecniche riportate nelle schede allegate alla DGR 3552/2012 si applicano agli impianti di abbattimento che saranno installati o autorizzati (o di cui è stata presentata istanza di autorizzazione) successivamente alla data di pubblicazione della medesima DGR (cosiddetti impianti ‘nuovi’), a partire quindi dal giorno 5 giugno 2012.

Viceversa, gli altri impianti di abbattimento (impianti ‘esistenti’) potranno continuare a essere utilizzati, fino alla loro sostituzione:
• se conformi alle specifiche tecniche della DGR n. 13943/2003,
oppure
• se il gestore dimostri nell’ambito dei procedimenti autorizzativi di rinnovo o modifica (ad esempio allegando documentazione analitica, relazione tecnica e quaderno di manutenzione), che gli stessi siano installati e gestiti in modo da garantire nel tempo, con adeguati rendimenti di abbattimento, il rispetto dei nuovi limiti alle emissioni.

SISTRI SOSPESO?

Sospeso il discusso sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, che verrà rimandato alla fine del 2013 dal prossimo decreto sviluppo del governo. Annullato il contratto con Selex. Le imprese smetteranno di pagare i contributi

Nel pomeriggio Selex ha inviato una nota alla stampa in cui effettua delle precisazioni sulle notizie in diffusione a mezzo stampa. Abbiamo riportato alcuni estratti del comunicato in calce all’articolo.Roma – Prorogata all’ultimo giorno del 2013, l’entrata in vigore del Sistri è sempre più lontana. Il sistema per il tracciamento elettronico dei rifiuti non è pronto, almeno secondo la bozza del decreto sviluppo annunciato dal ministero dello Sviluppo economico. Sistri verrà rinviato “al fine di consentire la prosecuzione delle attività necessarie per la verifica del funzionamento del sistema”.A confermarlo è stato lo stesso ministro Corrado Passera, che ha tuttavia gettato più di un’ombra sul futuro del sistema di tracciamento dei rifiuti. “Guerrini – attuale presidente di Confartigianato, ndr – mi aveva detto: una cosa su cui ti misureremo e ti misureranno gli imprenditori è il Sistri. Mi sono convinto che il sistema andasse sospeso e questo succederà attraverso il prossimo decreto cui stiamo lavorando”.Ed è dunque un’ombra mortale che sembra proiettarsi sul Sistri. Con lo stesso decreto sviluppo,il governo annullerà il contratto stipulato tra il ministero dell’Ambiente e Selex Service, l’azienda del gruppo Finmeccanica che ha realizzato il sistema. Le imprese non dovranno più versare – almeno a partire dall’anno 2012 – i contributi legati alla loro presenza nel progetto.Lo stesso Guerrini ha già ricordato come negli ultimi due anni più di 325mila imprenditori italiani abbiano speso circa 70 milioni di euro per iscriversi al sistema, per acquistare oltre 500mila chiavette USB e 90mila black box. Risultato: il Sistri non è mai partito, e molto probabilmente mai partirà. Chi rimborserà in quel caso le aziende? Si attendono ovviamente novità da parte del governo.Assolutamente contrario alla sospensione del Sistri è il segretario nazionale dell’Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici (UILM) Giovanni Contento: “è una virata improvvisa da parte del Governo sulla spinta della lobby del trasporto su gomma che parla di un servizio che fa lievitare i costi della burocrazia, ma che in realtà serviva proprio ad abbattere quei costi una volta andato a regime”. Per Contento, il sistema di tracciabilità dei rifiuti messo a punto da Selex Service sarebbe stato particolarmente utile per la lotta alle cosiddette eco-mafie. “Il pensiero va ai circa duecento assunti della società del gruppo Finmeccanica che finora hanno lavorato al progetto del sistema in questione, che rischiano il posto dal primo del mese prossimo. E c’è da considerare le oltre 325mila imprese finora iscritte al suddetto sistema, che saranno soggette a vere e proprie condizioni di competitività illegittima. Il governo lo tenga presente”.”È una storia che va definita – ha spiegato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – Ho chiesto la sospensione e non un’altra proroga al Consiglio dei Ministri in attesa di arrivare a verifiche decisive”. La decisione per la sospensione è stata dunque presa per effettuare le verifiche richieste dopo il parere del Digitpa. “Il Digitpa – ha aggiunto Clini – ha trasmesso al ministero le sue valutazioni solo lo scorso 16 maggio 2012, alla vigilia dell’entrata in funzione del Sistri prevista dal 1 luglio 2012, dopo una serie di rinvii stabiliti a partire dal 2009”. Tra un rinvio e l’altro, l’Italia è ancora senza un sistema avanzato per la tracciabilità elettronica dei rifiuti, richiesto tempo fa dall’Unione Europea.Nel pomeriggio, Selex ha voluto dire la sua su alcune delle questioni in ballo: “La piattaforma digitale è attiva e funzionante dal 13 gennaio 2010 ed è stata progettata in modo da applicare le normative vigenti al momento della sua introduzione – recita il testo pervenuto a Punto Informatico – (…) Il SISTRI è basato su una piattaforma tecnologica che utilizza le migliori soluzioni presenti sul mercato. I test effettuati, anche con la supervisione di terzi, su un carico di utenti contemporanei di 4 volte superiore a quello contrattualmente definito, non hanno evidenziato anomalie. (…) Lo slittamento dell’entrata in vigore del SISTRI, verificatosi per ben 7 volte, è sempre stato dovuto a fattori esterni alla nostra Società. (…) Rinviare ancora la data del 30 Giugno prossimo o addirittura sospendere l’entrata in vigore del Sistema farebbe perdere al nostro Paese il vantaggio tecnologico finora acquisito rispetto ai partner europei e non sarebbe di certo un aiuto per le Imprese che chiedono oggi soprattutto certezza delle regole e riduzione della burocrazia negli adempimenti”.